giovedì 3 settembre 2009

de Angelis e suoi paranoici fans

Alla fine il messaggio è lo stesso di tanti megalomani, "vi stanno ingannando, solo io vi porto la verità, sono tutte invenzioni."
E noi come brave pecore dovremmo dire: - bravo, si hai ragione, guarda un pò finalmente qualcuno che dice la verità.
Questo però solo nell'incubo peggiore, se fossimo tutti malati come lui.
Ve lo dico io questo illeterato personaggio, venuto dal fosso della sua vita fallita, che ha fatto la terza media a calci nel sedere, ha capito che gran mezzo è internet e come ci si può sentire qualcuno dietro una webcam e tanta fantasia. Disposto a tutto pur di prevalere chissà anche aizzato da qualcuno prima di lui che capita la sua sete di scandalismi lo ha portato a conoscenza di testi ormai rimescolati del web a cura di sedicenti studiosi fuori di testa.
Et voilà, per la sua piccola mente una rivalsa alla mediocrità.
Ruminare il vomito altrui per essere qualcuno e finchè qualcuno becca, cosa gli costa? Bisogna vedere quanti sono disposti a cadere nella rete.
Ecco perchè davanti ad ogni commento di gratifica nei suoi confronti si squalifica chi scrive perchè non si può essere tanto dementi da compiacere qualcosa che non si spiega nè si descrive.
Inoltre tra lui e il suo compare, si contraddicono e non se ne accorgono più. Ormai rivestiti di sano fanatismo alle loro credenze autocostruite piene di nulla, come le loro vite.

Solo che a volte mi chiedo, come può essere ingiusta la natura a dare salute a questi inutili esseri quando altri ben più meritevoli userebbero meglio le loro capacità.

Una bontà gratuità da parte di quel Dio che questi homo sapiens tradiscono ogni giorno con vertenza e consenso e che ritroveranno nella giustizia quando sarà ormai troppo tardi e più urlano contro Dio e più muoiono e ormai basta guardarli in faccia per capire che vorrebbero trascinare tutti nel loro inferno.
Speriamo che vi arrivi presto la Sua "inesistente giustizia" che sentiranno sulla pelle come quella
materiale, per la salvezza di altre menti deboli, perchè non debbano assistere ancora a questo pietoso e ridicolo scempio dell'intelligenza.

mercoledì 20 maggio 2009

Amore,Amore,Amore

« Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. Questi era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani. »
(Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, xviii.63-64)

sabato 21 marzo 2009

Sono medico e curo i gay: la metà vuole cambiare


Intervista a Gerard van den Aardweg

Sfidare i pregiudizi sull'omosessualità è possibile, perfino da una prospettiva insolita e dichiarata inaccettabile da parte dei movimenti gay. Dal 1967, quando discusse la sua tesi di laurea ad Amsterdam, lo psicologo olandese Gerard van den Aardweg mette in discussione la teoria che indica un'origine genetica dell'orientamento omosessuale. «Non c'è nulla di innato, è soltanto disinformazione», spiega a Libero, «Dopo 15 anni di ricerche sui gemelli, monozigoti e no, non è stato dimostrato proprio nulla. Anzi, tutto indica il contrario, cioè che il contributo genetico all'omosessualità è pari a zero».

Van den Aardweg è in Italia per un corso organizzato da una decina di associazioni che propongono un'alternativa al coming out. Invece di seguire la teoria affermativa ("accettati per quello che sei"), si dà una possibilità di cambiare. A chi vuole, si intende. Eppure anche gli effetti della terapia riparativa sono discussi. Perché alcuni ritengono che sia addirittura pericolosa? «Non c'è nessun pericolo. Magari alcuni abbandonano la terapia per un motivo qualsiasi, poi vanno in crisi per altre ragioni indipendenti e sprofondano di nuovo nel loro peccato». Lo definisce peccato? «Certo. È la conseguenza di un complesso di inferiorità rispetto alla propria mascolinità nel caso degli uomini o della propria femminilità nel caso delle donne. Ma è soprattutto una menzogna verso se stessi. E il cattivo comportamento sessuale che ne deriva è peccato. E si tratta di un sentire assolutamente universale, in tutte le società, non soltanto in quelle di tradizione giudeo-cristiane. Anche nella cultura cinese e in quelle africana non è considerato lecito. Ed è segno che il rifiuto sociale dell'omosessualità deriva dal senso comune».

Come mai in Occidente si fanno tanti sforzi per rendere socialmente accettabile l'omosessualità, allora?

« E' dagli anni Settanta che i movimenti gay hanno compreso che, se si riesce a vendere l'idea dell'omosessualità innata, si può provocare un cambiamento sociale. Perciò cercano sempre nuove indicazioni che, puntualmente, dopo qualche anno sono smentite. Io le chiamo le "teorie della farfalla", perché catturano l'attenzione dei media ma poco dopo muoiono».

Se i movimenti gay vogliono provocare un cambiamento sociale, significa che hanno un progetto politico? «Sono i retroterra di un progetto più grande, come quello dei movimenti anti-famiglia e anti- natalista, che hanno ottenuto successi politici riuscendo per esempio a convincere gli Stati a sostenere i programmi di sterilizzazione. La normalizzazione dell'omosessualità si innesta in quella tendenza: se si riescono a crescere generazioni convinte che l'omosessualità sia accettabile ,si avranno anche nuove risorse per combattere la guerra psicologica e di propaganda che condurrà a una drastica diminuzione del tasso di natalità. Da soli, i movimenti gay non avrebbero avuto la forza di affermarsi, perché non hanno il consenso della popolazione. Perciò cercano, e in parte vi sono riusciti, di deviare l'opinione pubblica con la propaganda».

Quali argomenti utilizza per contrastare quella propaganda? « Semplicemente la diffusione di informazioni veritiere e la promozione di relazioni famigliari e matrimoni migliori. Questo mi pare il momento buono. Nei Paesi Bassi si avverte già una saturazione crescente riguardo alla propaganda gay, un'ideologia che ha esagerato. Era molto più influente trent'anni fa, quando se ci si dichiarava omosessuali si era oggetto di una discriminazione positiva e si ottenevano i posti di lavoro migliori. Ora si assiste a una certa, lieve controtendenza. Il ministro della Sanità olandese, pur essendo di sinistra, ha concesso sussidi triennali a gruppi di ex-gay che aiutano le persone a orientarsi nella direzione giusta. Potrebbe rappresentare un inizio per chi è davvero discriminato». Chi intende? «Coloro che soffrono da soli e in silenzio, quel 50% di giovani che scoprono di avere quel tipo di sentimenti, ma non vogliono precipitare nella vita omosessuale. Vorrebbero cambiare, ma intorno a loro tutto sembra renderglielo impossibile, perché i gruppi militanti e politici li discriminano».

Anche grazie alle leggi anti-discriminatorie?
Pensa che restringano gli spazi della libertà di opinione?
«Certo che li restringono. Creano difficoltà concrete in alcune professioni per chi non accetta le parole d'ordine pro-gay. Ormai è come ai tempi del nazismo: chi era contro le leggi razziali veniva isolato»

di Andrea Morigi

Libero, 15 marzo 2009

martedì 24 febbraio 2009

Don Barbero, chi è?

Quale ruolo pensa di avere per essere creduto?
Quello di sacerdote portatore di una verità da annunciare e far rispettare, perchè ne accetta l'insegnamento come realtà salvifica o come uno tra la folla che si lascia trascinare dalla pietà popolare, che calza sulla compassione e sull'emarginazione?
Sentimenti momentanei che prendono le distanze sulla condizione quotidiana dell'altro, gratuite esclamazioni di consenso ma sempre superficiali perchè alla fine della realtà di quell'individuo tu non ne prendi parte e perciò che te ne frega? L'importante è a giudizio di molti, che non invadi gli spazi altrui!
E questo ti pare consenso?
Come si può sfruttare un anomalia cercando forzatamente di farla diventare perfezione?
Perchè dopo secoli di NO ora dovrebbe essere SI! In una società strutturata cresciuta nel senso della famiglia, con un essere femminile e uno maschile, definita coppia, sostanziale per l'educazione psicologica e formativa totale dell'individuo umano, che porta in sè tutte e due le nature, che vivono nell'equilibrio affettivo e ne testimoniano l'esperienza.
Certo che dopo la sgretolazione del senso della famiglia con l'avvento di divorzi e separazioni anche per futili motivi vediamo il risultato di cosa ha seminato nella società. Uomini sempre meno uomini, senza il senso del dovere e della responsabilità, che non credono che a quello che provano fisicamente, ma non si mettono in gioco neanche per amare!
Una famiglia con due padri o due madri che cosa è? Mi stupisce sentire che "anche nel regno animale..." ma perchè allora quando si definisce bestiale questo rapporto, ci si offende?
Siamo uomini o animali? Che razza di identificazione vuoi avere con un animale che è solo istinto, che non usa l'intelligenza come invece la sviluppa l'uomo?
Allora la verità è che il rapporto generato è solo istinto e non completa l'essere sano, che invece usa l'intelletto per regolare l'istintività della sua natura.
Perchè allora non lasciare liberi tutti gli istinti dell'uomo compreso l'omicidio?
Naturale per la bestia, ma non per l'uomo.
Compatite facilmente questo disturbo, ma poi siete feroci con la pedofilia, voi credete che siano due cose separate, ma sono ugualmente due disturbi della personalità, perchè il giudizio sociale si basa solo sull'esteriorità dell'individuo e da come viene rappresentato, ma scendendo nel profondo, non è meno brutale!
Perciò non lasciamo spazio ai luoghi comuni, rispettare l'uomo come natura è un conto, ma accettarne il vizio facendo finta che sia normale, è solo ipocrisia.